Da lunedì 2 novembre, dalle ore 19.30 alle ore 21.30, torna per il sesto anno consecutivo a Salus il laboratorio teatrale guidato da Anna Luigia Autiero, che ce lo descrive così:
Nasce come un invito ad abitare un luogo, Salus Space, con il corpo, con la voce e con l’immaginazione. Un luogo attraversato da molte vite e molte memorie: per anni sede di un ex ospedale, oggi è uno spazio rigenerato e condiviso, dove nuove storie possono mettere radici. Una locanda, un orto di comunità, una sala studio, un teatro all’aperto, le persone che ogni giorno lo abitano e le storie di personaggi ancora da inventare: sono queste le tracce da cui prenderà avvio il percorso, un viaggio dentro la corporeità, il teatro fisico e di parola.
Attraverso esercizi di teatro, il corpo e la voce diventeranno strumenti per attraversare lo spazio e lasciarsi attraversare dalle sue memorie: ciò che è stato incontrerà ciò che ancora non esiste, in un gioco continuo tra memoria e invenzione.
Le lezioni saranno accompagnate dalla musica dal vivo, in dialogo con le suggestioni che emergono da chi vi partecipa. A partire dai materiali proposti dal gruppo, prenderà forma, passo dopo passo, una creazione collettiva.
Il percorso confluirà in un esito finale aperto al pubblico, ospitato nel teatro all’aperto di Salus Space, uno spazio scenico immerso nella natura, pensato per accogliere il pubblico in gradinata e condividere con la comunità il risultato del processo artistico, nato dall’incontro e dalla possibilità di abitare insieme, per un tempo, uno spazio e le storie che lo attraversano.
per info: laboratori@cantierimeticci.it
Il laboratorio è parte del progetto Cantieri Teatrali curato da Cantieri Meticci. La loro presentazione:
C’è una porta, in fondo alla biblioteca del tuo quartiere, che stasera dà su un palcoscenico.
Una sala di parrocchia, un condominio, uno spazio di accoglienza: per qualche ora diventano il posto dove provi la tua voce, muovi il corpo, impasti con le mani, registri i suoni della tua strada, canti una storia.
Non impari solo a fare teatro. Impari ad ascoltarti, a stare accanto a chi arriva da lontano, a costruire qualcosa insieme partendo da zero. I laboratori sono aperti a chiunque: studenti, lavoratori, anziani, adolescenti, persone appena arrivate in Italia, richiedenti asilo, rifugiati. Soprattutto a chi di solito resta fuori dalla porta.
Nei primi incontri ci si conosce, si gioca, si ascolta, ognuno coi suoi tempi. Non serve parlare bene l’italiano: qui si comunica anche col movimento, con lo spazio, col suono. La lingua arriva dopo, mentre si lavora ed è più facile impararla facendo teatro che stando su un banco.
Poi, piano, nasce uno spettacolo che, alla fine di ogni anno, portiamo in strada, nei parchi, nelle piazze di periferia e diventano una festa a cui è invitata tutta la città.
E chi vuole, resta. Anno dopo anno, alcuni gruppi non si sono più sciolti: continuano a fare teatro insieme, e a dare voce al posto in cui vivono. Questa, per noi, è la cosa più bella che possa succedere.
Lo facciamo dal 2015. Siamo Cantieri Meticci, una compagnia teatrale nata a Bologna. Crediamo che dall’incontro tra persone diverse nasca un teatro che nessuno, da solo, saprebbe fare.
La porta è aperta. Entra.