
Ci sono serate che si misurano in passi, non in ore.
Piedi che battono terra, mani che si trovano senza guardarsi, corpi che ricordano un linguaggio antico quanto i nostri nonni o anche più.
Una volta i balli si tramandavano nelle aie, tra un raccolto e l’altro.
Qualcosa di quella memoria è tornato a girare in cerchio, scegliendo Salus, in uno spazio tempo sospeso tra ieri e oggi.
Il ballo popolare non si guarda: si attraversa.
A Salus l’abbiamo attraversato.
testo e foto di Silvia Casamassima
Martedì 30 giugno, si è tenuta una serata a cura di GDB – giovani danzatori bolognesi, una serata balfolk, in cui tutto ciò che è servito… è stata la voglia di ballare insieme.








