Scomodatevi pure! Di arte (non) si vive

E’ il titolo dello spettacolo che andrà in scena nella piazza di Salus Space martedì 19 maggio alle h.19. L’ingresso è gratuito.
Con questo appuntamento si chiude il percorso di teatro, Quartieri Teatrali, curato dai Cantieri Meticci e svolto per tutta la stagione nel centro studi di Salus.

Scomodatevi pure è liberamente tratto da Verbale Scritto e Arte come Mestiere di Bruno Munari.

In scena: Kat Amaroli, Giulia Carlesi, Silvia Casamassima, Marco Cottignoli, Joumana Maana, Marcella Pagliarulo, Mario Poerio, Nicoletta Raia, Jacopo Santoro, Nuha Alayna Uddin.

Musiche originali: Jacopo Santoro (tastiera)

Scenografie: Kat Amaroli, Marco Cottignoli, Luana Pavani

Co-regia: Chiara Guidi

Regia: Anna Luigia Autiero

Se fosse un musicista, Bruno ci inviterebbe a un concerto di maree, di piogge, di sete fruscianti, di stelle cadenti, di bisbigli. E ci farebbe riudire voci che ci erano passate accanto mentre stavamo distratti…

Ernesto Nathan Rogers

In scena, alcuni alter ego di Munari, una bambina che disegna solo le forme che finora conosce, artisti di svariate maestranze, che si scontrano, quadro dopo quadro, con la civiltà del fatturato, l’iperproduzione, ricordandoci che l’arte è ricerca, trasformazione continua. Quello che conta per i produttori è guadagnare sempre di più, anche approfittando dell’ignoranza altrui, sfruttando gli altri, ma gli altri siamo noi. Gli artisti in scena nello spettacolo, ribaltano l’illusione di chi pensa di salvarsi murandosi in uno spazio dove vale solo la legge del prima io e i miei. Una rivoluzione che va fatta senza che nessuno se ne accorga. Arte è ricerca continua, e Munari cercava e trovava continuamente. Forse i suoi tanti mestieri nascono dal suo nome, che in giapponese significa “fare dal nulla”: non progettare a partire da materiali preziosi, ma giocare, trasformare ciò che si ha davanti e dentro, proprio come farebbe un bambino. I bambini sono sempre nell’oggi, oggi è un giorno vivo, ieri è già esistito, domani non esiste ancora, è sempre oggi.

La leggerezza e l’ironia dei suoi versi poetici, incarnati qui sulla scena, stanno tutte lì: nello spirito dell’infanzia, da custodire per tutta la vita – la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.

Il gruppo di partecipanti si è preparato ed esercitato lavorando sul ritmo, sul corpo e sui versi poetici, esplorando lo spazio come possibilità aperta alla creazione.

Lo spettacolo vedrà in scena anche i mobili della vecchia Villa Salus in cui dal 1949 lavorò il prof. Oscar Scaglietti. I mobili sono ora custoditi nel Centro Studi di Villa Salus i cui spazi sono protagonisti negli ultimi anni di Quartieri Teatrali.