Insieme si parla italiano

Ecco gli studenti concentrati, insieme si parla italiano! Dal 20 aprile con i colleghi di Open Group abbiamo attivato a Salus Space un modulo di supporto all’avviamento al lavoro.
Il progetto si chiama Futuro in Corso 2 e a renderlo possibile sono i fondi Fami. Appuntamento una mattina alla settimana, carichi e determinati.

Nei mesi scorsi avevamo già attivato dei corsi di lingua italiana, è davvero fondamentale per chi è arrivato qui da paesi lontani poter comunicare facilmente, al più presto.


La musica che arriva

tamburello

Ecco il calendario degli appuntamenti musicali dei sabati a Salus Space, a cominciare da sabato 23 aprile, quando si alterneranno due gruppi di artisti. Come sempre tutt* sono benvenut* , a partire dal mattino alle 8.30 quando prende il via il mercato contadino, che chiude alle 13 circa. La musica arriva alle 12.30, l’ingresso è gratuito.
Ad accogliere chi viene a trovarci, il bar e la locanda siriana.

Sabato 23 aprile ore 12.30
Coro Multietnico di Periferia
Il Coro Multietnico di Periferia è nato il 26 giugno del 2019, giorno delle prime audizioni ed è continuamente alla ricerca di nuovi coristi e musicisti, non ci sono limiti per partecipare. Il progetto è nato grazie al contributo del Quartiere Navile, ma si è poi sviluppato all’interno dell’Associazione Jam session ed è composto da elementi provenienti da tutti i paesi del mondo. Si parte dalla tradizione di ogni partecipante per poi dar forma ad un “repertorio multietnico di periferia”.
Il Coro Multietnico di periferia vuole tessere relazioni tra diverse generazioni e tra diverse culture e creare un ambiente di condivisione.
Per info: tel.327 3558748; coromdp@assjamsession.it
Nujamervuci – Amari canti d’amor e d’anarchia
Elena Dugheri (voce), Stefano Mongiat (chitarra), Alessandro Predasso (fisarmonica)

Sabato 30 aprile ore 12.30
Le Chamane – Tezcal
Prendendo elementi dal folklore messicano, Le Chamane -Tezcal cerca di diffondere la musica e la danza del Messico in Italia.
Spettacolo multidisciplinare che combina danza, musica e canto con canzoni messicane tradizionali e nuove.
Le Chamane  (canto, ukulele e percussioni), Tezcal (danze folcloristiche)

Sabato 7 maggio ore 12.30
TaiPaz vs Poteriforti
Ritmi e testi originali e trasversali ispirati dai viaggi in dentro e in fuori, in lungo e in largo, per smuovere l’animo e il bacino in una chiave danzereccia e ironica, senza rinunciare a una buona dose di saudade sognante.
Taipaz (basso e voce) suona con i Poteri Forti, oligarchi ed oligarchesse del suono di qualità:
Lorenzo Brighi (chitarra elettrica), Diana Parva Cruz (batteria), Anna Corazza (cori).

Sabato 14 maggio ore 12.30
Semplice Complesso Acustico
E’ un gruppo acustico costituito da tre amici, che suonano insieme da lungo tempo, accomunati dalla passione per il folk americano e la musica country. La formazione è anomala, con una chitarra (più voce), un banjo (più voce) e un sax basso al posto del basso elettrico, che permette al trio di esibirsi come buskers.
Guidoriccio Bonvicini (chitarra e voce), Massimo Evangelisti (banjo e voce), Andrea Scorzoni (sax basso)
Paranza sociale “Allargate il cerchio!”
Musica inclusiva

Sabato 21 maggio ore 12.30
OmmiodDuo in Quartet

Sabato 28 maggio ore 12.30
Danza tradizionale africana con Mohamed Careca Bangoura

Durante la mattinata ci sono anche i laboratori per bambini curati dai Cantieri Meticci. I laboratori cominciano alle ore 10.30.
Naturalmente in via Malvezza 2/2, a Bologna.


Progettazione in corso

vasche

La comunità di Salus Space sta lavorando al progetto per le ampie aiuole verdi poste tra la palazzina abitativa e le strutture temporanee che ospitano il bar, la locanda e l’emporio.
Abbiamo cominciato da una prima riunione per incrociare i desideri degli abitanti, le necessità delle attività che si svolgono nel corso dell’anno e i limiti posti da costi e convivenza con altre infrastrutture.
La seconda fase è stata una raccolta di disegni delle aiuole abbozzati dai singoli abitanti, che hanno individuato la prima zona, quella più vicina alle case, come area bambini. Ognuno ha immaginato come avrebbe voluto che fosse allestita e così è avvenuto per la seconda zona, dedicata gli adulti.
La terza fase, dopo un confronto con un esperto giardiniere, è stata la sintesi tra tutti i desideri messi su carta.
Giochi naturali, siepi-capanne, tavoli, panche e un pergolato: sono alcuni degli elementi che comporranno il risultato finale.
Ora saranno i gestori a raccogliere gli spunti elaborati dagli abitanti, li incroceranno con i vincoli imposti da alcuni dati oggettivi per poi realizzare il giardino. Che sarà a disposizione di tutta la città.


Per conoscerci meglio – la Siria

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C‘era una volta la “grande Siria”, nella lingua siriaca “il paese del sole”, che si estendeva  dall’Egitto fino a tutto il Medioriente (Palestina, Libano, Siria, Giordania): una vasta  regione culla delle prime città (Aleppo, Uruk, Gerico) e prime civiltà: Sumeri, Cananei, Babilonesi e Persiani; e di tutte le altre che seguirono: Greci, Romani, Bizantini e Arabi. Con le spartizioni decise dalle potenze coloniali  dopo la Grande Guerra (Accordo Sykes-Picot 1916) la Siria divenne una sorta di protettorato della Francia, fino all’indipendenza, nel 1946, e alla proclamazione della Repubblica siriana.

Shaza, sociologa nella sua patria e ora bravissima cuoca della locanda di Salus Space, domenica 30 gennaio, ci ha raccontato il suo paese, a partire dalla storia, e poi dall’attuale geografia con le caratteristiche del territorio, sottolineando la fiorente economia del passato ora distrutta e la grande varietà di popolazioni e religioni che la abitavano un tempo, una multiculturalità molto ridotta oggi dopo la lunga guerra.

Il capitolo più doloroso è certamente quest’ultimo, attuale, della guerra, iniziata nel 2011 con la“primavera araba” sorta a causa del risentimento dei gruppi di opposizione al regime di Bashar al-Assad, già Presidente della Repubblica siriana dal 2000.  Diverse le parti coinvolte nel conflitto: Russia, Iran e Hezbollah, sostengono il governo; il fronte dei ribelli invece è appoggiato da Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Mentre in ambito Onu si è verificata una profonda spaccatura fra Stati Uniti, Francia e Regno Unito, che hanno condiviso la lotta degli anti-governativi, e Cina e Russia che invece sono dalla parte del governo siriano, anche materialmente, con l’invio di armi. Un dato del tutto funesto fa capo all’invasione e alla conquista di una parte del territorio da parte dell’Isis, che ha instaurato una vera e propria dittatura, molto violenta, di cui abbiamo avuto per mesi tragiche notizie dai media. A complicare ulteriormente il quadro, gruppi armati di opposizione e gruppi jihadisti salafiti.

Le conseguenze di questo conflitto sono state e sono ancora terribili: povertà, morte e distruzione.  La situazione è bloccata: l’unità, il benessere economico e la pace sociale di un tempo sembrano irrimediabilmente perduti: ogni soggetto politico sfrutta la sua parte di risorse nazionali, mentre i cittadini sono sempre più in grandi difficoltà, vessati e discriminati in quanto avversari gli uni rispetto agli altri.

Molte le domande e viva la partecipazione rispetto a un tema drammatico, che dopo le cronache internazionali di questi ultimi anni, è rimasto nel cuore di molti di noi. Toccante il racconto della fuga di Habib, senza documenti, dalla Siria e poi dal Libano, fino alla Grecia e all’Italia, per  dare a se stesso e alla sua famiglia un altro futuro, un’altra vita.

 


Per conoscerci meglio

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Per adesso non hanno un nome ufficiale gli incontri che gli abitanti di Salus Space stanno organizzando per conoscersi meglio e soprattutto per conoscere le culture dei paesi stranieri di provenienza di alcuni di loro.

Domenica 12 dicembre, alle ore 10, primo appuntamento nella sala eventi: Mamadou ha raccontato la storia degli ultimi decenni del Mali, a partire dalla decolonizzazione del 1960. Un paese ricco di risorse naturali, fra cui anche l’oro, che non riesce ad alzare la testa e diventare protagonista della propria Storia e del proprio destino. Neocolonialismo, l’intervento  della Libia e il colpo di stato nel 2012. Niente di nuovo sotto il sole:  povertà ed emigrazione.

La presentazione di Mamadou è stata arricchita dalle domande dei presenti: qual è stata la prima impressione all’arrivo in Italia? Qual è la condizione delle donne in Mali? Come prosegue la modernizzazione dei costumi di questo paese?

Quello che mi ha impressionato subito è stato il vedere come un ragazzo di 18 anni qui ha molte possibilità di fare qualcosa per se stesso e per la sua comunità: studiare, viaggiare, lavorare… cose che in Africa non si possono nemmeno pensare rimanendo lì – ha detto Mamadou.

Video, musica, convivialità, assaggi della tradizione culinaria degli abitanti intervenuti. Calore, amicizia, cordialità e nuove conoscenze sono solo rimandate alla prossima puntata: domenica 9 gennaio per incontrare la Siria attraverso altri testimoni.


La comunità si forma e si informa

Salus Space è una sfida: vuole coniugare innovazione sociale, sostenibilità e produzione culturale. La comunità che vive e lavora in via Malvezza, a Bologna,  sta percorrendo un nuovo cammino e insieme si sta dotando degli strumenti necessari.
Per questo si susseguono laboratori, riunioni, momenti formativi dedicati a temi specifici come la governance o il piano economico. Impegni che si sommano al lavoro quotidiano.
Ma c’è energia e gli appuntamenti proseguiranno anche nel mese di luglio.