Per conoscerci meglio – la Siria

siria_shaza

C‘era una volta la “grande Siria”, nella lingua siriaca “il paese del sole”, che si estendeva  dall’Egitto fino a tutto il Medioriente (Palestina, Libano, Siria, Giordania): una vasta  regione culla delle prime città (Aleppo, Uruk, Gerico) e prime civiltà: Sumeri, Cananei, Babilonesi e Persiani; e di tutte le altre che seguirono: Greci, Romani, Bizantini e Arabi. Con le spartizioni decise dalle potenze coloniali  dopo la Grande Guerra (Accordo Sykes-Picot 1916) la Siria divenne una sorta di protettorato della Francia, fino all’indipendenza, nel 1946, e alla proclamazione della Repubblica siriana.

Shaza, sociologa nella sua patria e ora bravissima cuoca della locanda di Salus Space, domenica 30 gennaio, ci ha raccontato il suo paese, a partire dalla storia, e poi dall’attuale geografia con le caratteristiche del territorio, sottolineando la fiorente economia del passato ora distrutta e la grande varietà di popolazioni e religioni che la abitavano un tempo, una multiculturalità molto ridotta oggi dopo la lunga guerra.

Il capitolo più doloroso è certamente quest’ultimo, attuale, della guerra, iniziata nel 2011 con la“primavera araba” sorta a causa del risentimento dei gruppi di opposizione al regime di Bashar al-Assad, già Presidente della Repubblica siriana dal 2000.  Diverse le parti coinvolte nel conflitto: Russia, Iran e Hezbollah, sostengono il governo; il fronte dei ribelli invece è appoggiato da Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Mentre in ambito Onu si è verificata una profonda spaccatura fra Stati Uniti, Francia e Regno Unito, che hanno condiviso la lotta degli anti-governativi, e Cina e Russia che invece sono dalla parte del governo siriano, anche materialmente, con l’invio di armi. Un dato del tutto funesto fa capo all’invasione e alla conquista di una parte del territorio da parte dell’Isis, che ha instaurato una vera e propria dittatura, molto violenta, di cui abbiamo avuto per mesi tragiche notizie dai media. A complicare ulteriormente il quadro, gruppi armati di opposizione e gruppi jihadisti salafiti.

Le conseguenze di questo conflitto sono state e sono ancora terribili: povertà, morte e distruzione.  La situazione è bloccata: l’unità, il benessere economico e la pace sociale di un tempo sembrano irrimediabilmente perduti: ogni soggetto politico sfrutta la sua parte di risorse nazionali, mentre i cittadini sono sempre più in grandi difficoltà, vessati e discriminati in quanto avversari gli uni rispetto agli altri.

Molte le domande e viva la partecipazione rispetto a un tema drammatico, che dopo le cronache internazionali di questi ultimi anni, è rimasto nel cuore di molti di noi. Toccante il racconto della fuga di Habib, senza documenti, dalla Siria e poi dal Libano, fino alla Grecia e all’Italia, per  dare a se stesso e alla sua famiglia un altro futuro, un’altra vita.

 


L’Angolo della storia c’è

Angolo_della_storia

Due poltrone, un armadio, un mobile-carrello per gli strumenti medici: il piccolo “Angolo della storia” a Salus Space c’è. Era una promessa fatta a un gruppo di cittadini legato al ricordo di Villa Salus, la clinica ortopedica fondata e diretta dal professor Scaglietti in via Malvezza.

Gli arredi provengono proprio dalla vecchia clinica e sono stati recuperati durante la fase di demolizione. Resteranno a Salus per conservare la memoria di un luogo importante per la storia della città, memoria su cui lavora con dedizione il gruppo di volontariato che spesso anima con le sue iniziative il centro studi di Salus.

Sabato 29 gennaio, alle 15,30, ci sarà l’occasione per tutte e tutti di ritornare su quell’esperienza, attraverso la presentazione del nuovo quaderno dedicato a Villa Salus dal titolo “Le donne di Villa Salus”.

 


Obiettivo Zero plastica

icona_plastic_free

Il profilo Instagram di Salus Space da alcune settimane condivide le storie che compongono la campagna “obiettivo Zero plastica” ideata da Francesco Quero, uno degli abitanti di Salus. E’ una campagna coerente con uno dei pilastri della Comunità: la sostenibilità. Abbiamo chiesto a Francesco di raccontarci come è nata l’idea e quali sono i contenuti che la animano.

La rubrica nasce dall’esigenza di eliminare la plastica dai miei rifiuti, dopo aver osservato che, nonostante siano attivi i servizi di raccolta differenziata , una enorme quantità di rifiuti in plastica finisce nell’ambiente. Ho constatato questo in prima persona in particolare durante le mie navigazioni estive o le mie escursioni di trekking e ciò che fa più impressione è che la plastica è presente ovunque, anche nei posti più selvaggi e irraggiungibili.

Dalle mie chiacchierate con altre persone su questo tema, mi hanno colpito due considerazioni che ho ascoltato più volte: la prima è l’osservazione che eliminare la plastica dai propri rifiuti è pressoché impossibile, specie in considerazione della difficoltà di reperire prodotti alternativi a quelli monouso o a quelli imballati con uso di materiali sintetici; la seconda è l’ipotesi che se la raccolta differenziata funzionasse a dovere il problema non sarebbe così rilevante. Ho sempre avuto la sensazione che fossero in realtà degli alibi per perdonare se stessi per la propria immobilità e ho capito che l’uso di una così enorme quantità di plastica è ormai talmente radicato nelle nostre abitudini da non farcela percepire come un problema e inoltre che il cambio di rotta nella nostra quotidianità deve essere graduale e condiviso.

Ho deciso di  sperimentare in prima persona dei modi per ridurre la quantità di rifiuti prodotta, quindi immediatamente dopo ho capito che l’uso dei social potevano aiutare tanto me, quanto tutte le persone sensibili a questo tema e che vorrebbero intraprendere un percorso di emancipazione dai prodotti di plastica o imballati nella plastica. Ho scelto Instagram perché è quello che uso maggiormente e mi permette di sviluppare in maniera creativa lo ‘story telling’, attraverso lo strumento delle ‘stories’. Ho la possibilità in questo modo di comunicare simultaneamente con migliaia di persone, coinvolgendole quotidianamente in questa ricerca virtuosa e chiamandole in causa mediante gli strumenti interattivi che la piattaforma mette a disposizione. Riesco così a raccogliere e condividere pareri, indicazioni, suggerimenti, consigli di chi sceglie di seguirmi in questa avventura. La strategia che ho scelto è quella di procedere in maniera lenta, semplice ma rigorosa, con un approccio piuttosto scientifico, in linea con la mia formazione di tecnico.

Un processo così radicato come l’accettazione della presenza della plastica nella nostra vita, nel nostro ambiente e addirittura nella nostra catena alimentare, richiede di essere sradicato con tenacia, lentezza se occorre e rigore.

Per questo motivo parto dal monitoraggio dei rifiuti prodotti e ritengo che la bilancia sia lo strumento più importante che avremo a disposizione per portare avanti il nostro processo. Ho deciso di pesare ogni domenica i miei rifiuti, in modo da raggiungere maggiore consapevolezza della mia capacità inquinante. Chi ci dice se i rifiuti che produciamo sono tanti o pochi? In altri termini come facciamo a dare una interpretazione ai dati raccolti? Ho deciso di darmi una regola oggettiva anche per questo: moltiplico il peso di rifiuti prodotti settimanalmente per il numero di abitanti del pianeta, ormai superiore ai sette miliardi. La considerazione è che, se tutti producessero la mia stessa quantità di rifiuti, si produrrebbe una quantità di plastica enorme che dovrebbe essere smaltita e che in gran parte finirebbe nell’ambiente. Sono così in grado di valutare se il mio stile di vita è davvero sostenibile. Quantità di rifiuti in plastica  prodotti individualmente di poche decine di grammi, apparentemente modeste, si rivelano invece decisamente insostenibili per il pianeta. Il discorso diventa così globale e non egoisticamente limitato alle mura del nostro giardino.

L’invito che faccio attraverso la rubrica è di pesare insieme i nostri rifiuti, con cadenza fissa e successivamente di analizzare una per volta le tipologie di oggetti in plastica che possiamo eliminare. Ho iniziato da quello che ritengo maggiormente impattante, in accordo con l’opinione espressa da chi segue la rubrica: le bottiglie di acqua minerale, per poi passare in rassegna tutti gli altri. Ogni settimana cerchiamo una alternativa per eliminare un tipo di rifiuto in plastica, individuando anche produttori e fornitori che ci consentano di utilizzare prodotti ‘plastic free’ e valutiamo quanto la nostra scelta incide sul peso di rifiuti prodotti. Con questo processo dovremmo ridurre sempre maggiormente la quantità di plastica che finisce nella nostra spazzatura, fino ad azzerarla! Avremo così centrato un obiettivo che sembrava inizialmente irragiungibile.

Dopo aver iniziato a proporre la rubrica dal mio profilo personale @francesco.quero, ho deciso, in accordo con gli altri amministratori della pagina @slowtourists, di pubblicarla su quel profilo, nato da un viaggio di tre mesi, svolto nell’estate del 2020, insieme a delle guide escursionistiche, per dare visibilità al settore del turismo etico e sostenibile, in ginocchio per la crisi sanitaria. La rubrica viene anche condivisa sul profilo @saluspace.org.

Spero inoltre che grazie a questa esperienza si riesca ad individuare un paniere di prodotti ‘plastic free’ disponibili per tutta la cittadinanza all’interno dell’Emporio di Salus Space.

L’invito è quello di rendere questa rubrica uno strumento collettivo per rendere semplice il processo di emancipazione dall’uso così massiccio di plastica, nella speranza di dare un contributo reale e concreto alla salvaguardia del nostro ambiente.

 


Il Mercato Contadino è tornato

bancarella

Il Mercato Contadino di Salus Space, dopo la pausa natalizia, è tornato!

Nell’ampio spazio all’aperto di via Malvezza 2/2 a Bologna prendono posto di nuovo ogni sabato, dalle 8.30 alle 13, i banchi di prodotti del nostro territorio: ortaggi, frutta, pane, miele, vino, formaggi, salumi e prodotti artigianali.

Il bar potrà accogliervi con caffè e colazioni, così come l’Emporio offrirà legumi, riso, pasta e oggetti artigianali in vetro riciclato.
Vi aspettiamo!

La locanda siriana riaprirà sabato 5 febbraio.


Le donne di Villa Salus

Un nuovo evento curato da “L’Angolo della storia a Salus Space”, gruppo di volontariato culturale nato per studiare, far conoscere meglio e conservare la memoria di Villa Salus, casa di cura ortopedica creata da Oscar Scaglietti.

Sabato 29 gennaio 2022, con inizio alle 15.30, sarà presentato il nuovo numero dei “Quaderni di Villa Salus”, dal titolo “Le donne di Villa Salus”.

Vi sarà l’introduzione di Marilena Frati, la proiezione di un breve video e le letture di Manuela Cuscini. Alla fine distribuzione in omaggio del libro, frutto del lavoro di Emanuele Grieco.

Il tutto a Forum Salus, il centro studi di via Malvezza 2/2 a Bologna.

Abbiamo chiesto a Emanuele Grieco di dirci qualcosa in più di questo nuovo volume:

Il libro “Le Donne di Villa Salus” ha la prefazione di Nicoletta Magnani. Raccoglie la storia di nove donne che hanno avuto un legame “speciale” con la Casa di cura creata dal prof. Scaglietti nel 1952. Sono anche le nove persone che hanno accolto il nostro appello a raccontare la loro storia. Ma queste nove donne non raccontano solo la loro relazione con la clinica, bensì la loro vita, la loro storia, seppure in sintesi. Ne emerge, quindi, non solo un aspetto della pur complessa vicenda della Casa di cura, ma un ritratto del mondo femminile nella seconda metà del ‘900 e nei primi anni del nuovo millennio. Sacrifici, lotte, desideri, conquiste. Ed ecco chi sono le nove figure femminili: Edda, infermiera; Olga, sorella maggiore di Scaglietti, ferrista e poi collaboratrice del servizio sartoria; Anna Maria, operatrice; Carla, paziente (e prima segretaria del prof. Scaglietti); Annita, responsabile del servizio sartoria; Giuliana, direttrice amministrativa; Luisa, infermiera e poi Capo-Sala; Liliana, operatrice; Paola, paziente. Molte immagini originali della loro esistenza illustrano il libro.


Un laboratorio per i più piccoli

bimba_disegna

Mercoledì 22 dicembre, dalle 17 alle 19, i più piccoli possono venire a Salus Space per un laboratorio insieme ai Cantieri Meticci.

Il laboratorio sarà gratuito e l’idea è quella di far creare un piccolo regalino per le feste.

CHI
bambine e bambini dai 6 agli 11 anni!

COME
il laboratorio è gratuito, ma è richiesta la prenotazione via mail (luana@cantierimeticci.it) o per telefono (333 8458197)


Per conoscerci meglio

mamadou

Per adesso non hanno un nome ufficiale gli incontri che gli abitanti di Salus Space stanno organizzando per conoscersi meglio e soprattutto per conoscere le culture dei paesi stranieri di provenienza di alcuni di loro.

Domenica 12 dicembre, alle ore 10, primo appuntamento nella sala eventi: Mamadou ha raccontato la storia degli ultimi decenni del Mali, a partire dalla decolonizzazione del 1960. Un paese ricco di risorse naturali, fra cui anche l’oro, che non riesce ad alzare la testa e diventare protagonista della propria Storia e del proprio destino. Neocolonialismo, l’intervento  della Libia e il colpo di stato nel 2012. Niente di nuovo sotto il sole:  povertà ed emigrazione.

La presentazione di Mamadou è stata arricchita dalle domande dei presenti: qual è stata la prima impressione all’arrivo in Italia? Qual è la condizione delle donne in Mali? Come prosegue la modernizzazione dei costumi di questo paese?

Quello che mi ha impressionato subito è stato il vedere come un ragazzo di 18 anni qui ha molte possibilità di fare qualcosa per se stesso e per la sua comunità: studiare, viaggiare, lavorare… cose che in Africa non si possono nemmeno pensare rimanendo lì – ha detto Mamadou.

Video, musica, convivialità, assaggi della tradizione culinaria degli abitanti intervenuti. Calore, amicizia, cordialità e nuove conoscenze sono solo rimandate alla prossima puntata: domenica 9 gennaio per incontrare la Siria attraverso altri testimoni.


Innofarming, scoprilo insieme a noi…

Martedì 7 dicembre a Salus Space si tiene il corso gratuito di biolaghi e biopiscine, in edizione serale con aperitivo siriano, a cura di Aquaponic Design.
Alle 18 si comincia parlando di innofarming, un progetto per promuovere innovazione, formazione e consapevolezza sulla sostenibilità in agricoltura urbana (Università di Bologna).
Poi la parte dedicata a come si progettano, realizzano e gestiscono biolaghi e biopiscine.
In chiusura, alle 20,30, aperitivo offerto con bevande e stuzzichini.
Posti limitati, prenotazioni a questo link 👉 https://bit.ly/Biolaghiebiopiscine

Cosa sai di Salus Space?

salus_space_esterno

Il Gruppo di Valutazione partecipata, coordinato da IRS Istituto per la Ricerca Sociale, sta realizzando una indagine su Salus Space.

L’obiettivo è capire quanto i cittadini e le cittadine bolognesi conoscano lo spazio e le sue attività e quanto siano fruibili.

Volete aiutarci in questa indagine?

Potete rispondere ad alcune domande compilando il questionario online al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/9HZ5KLG

Grazie per la collaborazione!

Per assistenza: irsbo@irsonline.it


Un’idea natalizia…

… buona e sostenibile? La puoi trovare all’Emporio Salus! Cesti di Natale per un regalo diverso dal solito, originale, unico nel suo genere.

Potrete scegliere tra diverse soluzioni, composizioni di prodotti della terra, biologici, coltivati con cura e rispetto della natura.
Oppure oggetti artigianali, di vetro riportato a nuova vita: piatti decorativi, bicchieri, ciotole o piccoli gioielli.

L’Emporio è aperto martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 22,
sabato: dalle 8,30 alle 13.00

Per sapere qualcosa in più dei prodotti in vendita: https://saluspace.eu/emporium/